LA BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE: APRIRE LA PORTA A GESU’ CHE VIENE

Anche quest'anno la parrocchia di Altopascio si prepara ad andare a benedire le famiglie. La benedizione delle famiglie affonda le radici nel Concilio di Trento. Lo scopo con cui nasce è consolidare la comunità cristiana e aiutarla a rafforzare la fede. È fondamentale approfondire il rapporto e conoscere tutte le famiglie del proprio territorio, poiché è Gesù stesso che entra nella casa e dove entra Gesù entra la pace, la gioia, l'amore. Il sacerdote quando entra è portatore di questi valori propri di Gesù: per questo la prima parola che il sacerdote dice è “pace a questa casa”. La presenza di Gesù attraverso il sacerdote ha lo scopo di santificare: come Gesù in vita ha santificato tutte le cose, così la benedizione ha come missione quella di santificare la vita domestica, ovvero il luogo dove noi abitiamo, amiamo, soffriamo. Quindi benedire la famiglia (o la casa) è benedire tutte l'esistenza umana delle persone che vi abitano. Ma qual è l’origine biblica della benedizione? Già nel primo libro della Bibbia, la Genesi, si ha l'immagine di un Dio che benedice dopo aver creato tutte le cose: la Terra, il Sole, le stelle, gli uccelli, i prati, sostenendo come ognuna di esse fosse una cosa buona. Per ultimo crea l'uomo e la donna: per loro l’espressione cambia e diventa “cosa molto buona”. L’uomo e la donna sono benedetti da Dio fin dall'inizio: siamo stati riempiti di Lui. Anche l’uomo, a immagine e somiglianza di Dio, deve benedire, cioè “dire bene”, parlare bene dei fratelli. È stupendo pensare che Dio dice bene di ogni uomo e di ogni donna nonostante le fragilità di ognuno. Sempre nella Bibbia, ma nel Vangelo di Luca che è al centro dell’anno liturgico iniziato con l’Avvento, è descritto l’episodio in cui il Cristo, prima di salire al Padre, benedice i discepoli e, attraverso essi, la neonata Chiesa (“Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo” (Lc 24,50-51) . Benedire è quindi rinnovare questo gesto, è comunicare vicinanza, il “Non ti lascio solo” che è proprio dell’insegnamento di Cristo. Quest’anno, grazie a un lavoro sinergico che ha visto coinvolte, oltre ad Altopascio, le parrocchie di Spianate, Castellare, Nievole e Le Case, alle famiglie sarà consegnata una copia della preghiera semplice e un fascicoletto sul giubileo per il cinquecentenario della diocesi ormai prossimo.

 15dicembre2  

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