Diocesi di Pescia

Parrocchia di San Jacopo Maggiore

Altopascio

Gli Angeli della Preghiera

 

Sussidio 3 Anno 2 (lo puoi scaricare dal menu 'La Parrocchia' alla voce Angeli della Preghiera)

Frutto del silenzio è la preghiera.

Frutto della preghiera è la fede.

Frutto della fede è l’amore.

Frutto dell’amore è il servire

(Madre Teresa)

Presentazione

La proposta di questo sussidio è quella di  offrire una guida alla preghiera personale e comunitaria.

Il sussidio contiene tre percorsi di preghiera, uno per ogni mese, così suddivisi:

  • Riti d’inizio: segno della croce ed introduzione
  • Inno allo Spirito Santo
  • Salmo o altra lettura
  • Vangelo
  • Tempo di silenzio
  • Spunti di riflessione
  • Preghiera d’intercessione
  • Riti di conclusione

Il piede in due scarpe

Nicodemo: aveva paura di rischiare

 

Segno di croce

O Dio vieni a salvarci. Signore vieni presto in nostro aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli.

Amen

Inno allo Spirito Santo

O Santo Spirito

Amore che procede dal Padre e dal Figlio

Fonte inesauribile di grazia e di vita

a te desidero consacrare la mia persona,

il mio passato, il mio presente, il mio futuro, i miei desideri,

le mie scelte, le mie decisioni, i miei pensieri, i miei affetti,

tutto quanto mi appartiene e tutto ciò che sono.

Tutti coloro che incontro, che penso che conosco, che amo

e tutto ciò con cui la mia vita verrà a contatto:

tutto sia beneficato dalla Potenza della tua Luce, del tuo Calore, della tua Pace.

Tu sei Signore e dai la vita

e senza la tua Forza nulla è senza colpa.

O Spirito dell’Eterno Amore

vieni nel mio cuore, rinnovalo

e rendilo sempre più come il Cuore di Maria,

affinché io possa diventare, ora e per sempre,

Tempio e Tabernacolo della Tua Divina presenza.

 

Salmo

 

salmo 34

Benedirò il Signore in ogni tempo,

sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore:

i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,

esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore: mi ha risposto

e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,

i vostri volti non dovranno arrossire.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,

lo salva da tutte le sue angosce.

L'angelo del Signore si accampa

attorno a quelli che lo temono, e li libera.

Gustate e vedete com'è buono il Signore;

beato l'uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi:

nulla manca a coloro che lo temono.

I leoni sono miseri e affamati,

ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.

Venite, figli, ascoltatemi:

vi insegnerò il timore del Signore.

Chi è l'uomo che desidera la vita

e ama i giorni in cui vedere il bene?

Custodisci la lingua dal male,

le labbra da parole di menzogna.

Sta' lontano dal male e fa' il bene,

cerca e persegui la pace.

Gli occhi del Signore sui giusti,

i suoi orecchi al loro grido di aiuto.

Il volto del Signore contro i malfattori,

per eliminarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,

li libera da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,

egli salva gli spiriti affranti.

Molti sono i mali del giusto,

ma da tutti lo libera il Signore.

Custodisce tutte le sue ossa:

neppure uno sarà spezzato.

Il male fa morire il malvagio

e chi odia il giusto sarà condannato.

Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;

non sarà condannato chi in lui si rifugia.

 

 

Vangelo

Gv 3,1-21

 1Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. 2Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: "Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui". 3Gli rispose Gesù: "In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio".

4Gli disse Nicodèmo: "Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?". 5Rispose Gesù: "In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. 7Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. 8Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito". 
9Gli replicò Nicodèmo: "Come può accadere questo?". 10Gli rispose Gesù: "Tu sei maestro d'Israele e non conosci queste cose? 11In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. 12Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? 13Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. 14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".

Tempo di silenzio per la riflessione personale

Spunti di riflessione

“Se uno non rinasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio”: non sembra la risposta alla domanda di Nicodemo, ma è la cosa più urgente. Nicodemo vuole sapere chi è Gesù: ma non si può darne una definizione, non si può farne la presentazione su una scheda.

Se vuoi sapere chi è Gesù, devi rinascere: devi essere un altro, una nuova creatura. Come? Devi rinascere nell’acqua e nello Spirito, è una “rinascita” del cuore, che si contrappone a quella della “carne” di cui si preoccupa il buon fariseo; essa avviene non per iniziativa umana, ma per un dono di Dio, nel sacramento del Battesimo.

Per vedere il Regno bisogna avere occhi nuovi, un’intelligenza nuova, un amore nuovo: fuori dai soliti schemi che misurano i valori sul metro del successo, del comodo e del piacere.

Devi rinascere. Forse la fatica che fai a credere, viene dal fatto che vuoi  salvare capra e cavoli: non vuoi perdere niente di quanto hai visto con i tuoi occhi, ed in più con gli occhi di Dio.

  • Il dialogo con Gesù ha bisogno di silenzio e di intimità; forse anche per questo Nicodemo andò di notte dal Signore. I rumori le chiacchiere e la “confusione” del giorno non possono che disturbare l’ascolto di un messaggio rivolto soprattutto al cuore.
  • La presenza di Gesù nell’Eucarestia può essere colta solo attraverso gli occhi della fede. Solo lo sguardo dell’uomo rinato, nell’acqua e nello Spirito, può vedere l’amore dove gli uomini “vecchi” vedono solo un pezzo di pane.
  • Il battesimo che hai ricevuto deve tradursi in un impegno di risposta alla vita nuova che ti è stata regalata.

Dio dice:

  • Perché vi preoccupate tanto di conservare il vostro “posto” fra gli uomini? Chi non mette Dio al primo posto, come può considerarsi mio amico?
  • I re e i potenti delle nazioni ci tengono a fare bella figura, ma voi non fate così: chi non ha paura di “perdere la faccia” per il vangelo, ha già capito molte cose!
  • Un cristiano, rinato nel battesimo, non può limitarsi a dare tanto o poco, deve dare tutto.
  • Non tenete chiusa la vostra bocca quando fra gli uomini si commettono ingiustizie e soprusi.

Signore tu ci chiedi di essere sempre coerenti con il battesimo che abbiamo ricevuto. Ma noi abbiamo inventato le “mezze misure”: oggi faccio il cristiano, domani no, perché mi costerebbe troppo!

Signore tu ci chiedi di rinascere ad una nuova vita dopo ogni morte nel peccato. Ma noi spesso ci sentiamo deboli, e incapaci di seguirti sulla strada del bene.

Signore tu ci chiedi di denunciare ogni ingiustizia. Ma qui, nella nostra città non sapremmo nemmeno da che parte cominciare. Forse dovremmo, prima di tutto, imparare a realizzare la tua giustizia nella nostra vita  di tutti i giorni.

Signore, nel buio della notte Nicodemo ti ha cercato e tu ti sei lasciato trovare. Nei “black-out” della nostra vita, Signore, vienici incontro con la luce della tua parola.

  • Pensi ogni tanto al tuo battesimo? Forse non sai nemmeno il giorno di tale avvenimento così importante per te!
  • Quali segni esteriori caratterizzano la tua vita di battezzato? Cioè, la gente che ti incontra, da che cosa può capire che sei “rinato nell’acqua e nello Spirito”?
  • Hai avuto vergogna a mostrarti per quello che sei, perché pensavi che i tuoi amici avrebbero potuto prenderti per “bigotto”?
  • Hai uniformato i tuoi discorsi, i tuoi giudizi, il tuo linguaggio a quello dei più, per timore di manifestarti come cristiano?

Preghiera di intercessione

Signore ancora oggi sei presente in mezzo a noi, la tua mano guida tutte le persone che si sforzano di cercare ciò che di buono, di vero e di giusto fai germogliare fra le nostre case di cemento. Non è vero che oggi non fai più i miracoli; è che spesso, noi non siamo più capaci di vederli.

Signore, potrà forse sembrarti strano, ma a volte mi sento “vecchio” incapace di cambiare e di rinascere. Quando i soliti “ricostituenti” che noi uomini abbiamo inventato, non servono a nulla, allora capisco che solo tu sei il vero cibo della vita eterna.

Conclusioni

Saremo molto poveri, finché non scopriremo che non è ad occhi aperti che potremo vedere di più.

Saremo molto ingenui, finché non scopriremo che con le labbra chiuse possiamo avere silenzi più ricchi di un discorso pieno di belle parole.

Saremo molto delusi, finché non ci accorgeremo, che non sono le cose che si posseggono a dare valore ad una persona.

Saremo sempre indaffarati, finché non ci accorgeremo che con le mani giunte, possiamo combinare molto di più che agitandole senza posa fra le cose del mondo.

Silenzio

Padre Nostro

Ave Maria

Gloria

Conclusione

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna, amen.

L’aiuto di Dio rimanga sempre con noi ed i nostri fratelli assenti.

Basta poco per fare molto

Dio cerca collaboratori

 

Segno di croce

O Dio vieni a salvarci. Signore vieni presto in nostro aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli.

Amen

Preghiera allo Spirito Santo

Sequenza allo Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo, / manda a noi dal cielo /  un raggio della tua luce. 

Vieni, padre dei poveri, /  vieni, datore dei doni, / vieni, luce dei cuori. 

Consolatore perfetto; / ospite dolce dell'anima, /  dolcissimo sollievo. 

Nella fatica, riposo, / nella calura, riparo, / nel pianto, conforto. 

O luce beatissima, /  invadi nell’intimo / il cuore dei tuoi fedeli. 

Senza la tua forza, / nulla è nell'uomo, / nulla senza colpa. 

Lava ciò che è sordido, / bagna ciò che è arido, / sana ciò che sanguina. 

Piega ciò che è rigido, / scalda ciò che è gelido, / drizza ciò che è sviato. 

Dona ai tuoi fedeli, / che solo in te confidano, / i tuoi santi doni. 

Dona virtù e premio, / dona morte santa, / dona gioia eterna. 

Amen

Salmo

 

salmo 126

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,

ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,

la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:

»Il Signore ha fatto grandi cose per loro».

Grandi cose ha fatto il Signore per noi:

eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,

come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime

mieterà nella gioia.

Nell'andare, se ne va piangendo,

portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con gioia,

portando i suoi covoni.

Vangelo

Gv 6,4-12

Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesù, alzati gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto».

Tempo di silenzio per la riflessione personale

Spunti di riflessione

Dio non vuole le carestie. Se avviene che molti uomini non mangino abbastanza, o addirittura muoiano di fame, è perché gli uomini non fanno bene la loro parte. C’è chi ha troppo e, di conseguenza, chi troppo poco o niente. Il miracolo del “necessario per tutti” è possibile qualora tutti gli uomini si decidano finalmente a mettere a disposizione di Dio, quel poco o tanto in loro possesso, per il bene di tutti.

Se quel ragazzo avesse tenuto per se i suoi 5 pani e i 2 pesci, (è paradossale!), Gesù non avrebbe potuto sfamare tutta la folla che era accorsa a lui. Ai bisogni dei  fratelli non si risponde con il ricordare a Dio le loro necessità, ma, per amor suo e in piena disponibilità a lui, offrendo il poco che siamo. A nulla vale nasconderci dietro la pochezza dicendo: “ci vuole ben altro che il mio modesto contributo”. Quel ragazzo ha dato tutto il poco che aveva. Al resto ci ha pensato Gesù. Dio volendo, può risolvere da solo tutte le situazioni. Ha però voluto aver bisogno di noi uomini. Dio è ancora oggi disperatamente alla ricerca di collaboratori per mostrare le sue premure paterne. Perché non potresti essere tu uno di loro?

  • Sei convinto che Dio ha bisogno anche di te per portare avanti il suo progetto per il bene di tutti?
  • Quale collaborazione puoi offrire tu al Signore?
  • Se gli altri chiedono il tuo contributo ed il tuo intervento…..è Dio che te lo chiede!

Dio dice:

  • Io sono la luce. Ma anche voi dovete essere luce per il mondo.
  • Quando sono debole, è allora che sono forte, perché la potenza di Dio si manifesta ancor più nella nostra pochezza.
  • Non contare i tuoi talenti: trafficali!
  • Le invocazioni d’aiuto dei fratelli sono miei pressanti inviti a collaborare con me: non siete uniti a me, se non vi donate agli altri.
  • Quel che tu puoi dare è una goccia, rispetto al mare di bisogni quanto mai urgenti. Ma anche un oceano non è che l’insieme di tante gocce!

Signore tu mi chiedi di collaborare restituendoti e mettendo a tua disposizione i doni che tu stesso mi hai donato. Non so, Signore, se davvero tu puoi far conto su di me. Per essere buoni tuoi collaboratori occorrono tante doti e capacità che io decisamente non ho.

Bisognerebbe non avere un sacco di impegni e di hobby come invece io ho.

Bisognerebbe trovare il gruppo giusto, le circostanze adatte, le occasioni favorevoli in cui eventualmente offrirti il poco che ho per collaborare al tuo progetto di salvezza per tutti.

Signore, so bene che hai bisogno ben poco di me per fare cose grandiose per tanti; ma non so, Gesù, se puoi davvero contare sulla mia collaborazione.

  • Mi impegno, per amore di Dio, a donare agli altri quelle piccole doti che scopro in me, o sono capace solo di vantarmene?
  • Sono capace di minuscoli, quotidiani gesti d’aiuto, o i miei interventi sono riservati alle grandi occasioni?
  • In che cosa, in concreto, do una mano a Dio nel farlo conoscere e amare di più?
  • Quanto tempo dedico alla settimana per il buon andamento della parrocchia, del gruppo, della famiglia?

Preghiera d’intercessione

Signore è nel tuo stile servirti di poco per fare cose grandiose.

Che cosa c’è di più usuale e a buon mercato di un po’ di pane e un sorso di vino?

Eppure alla tua potenza basta così poco per non farci mancare il prezioso cibo spirituale dell’Eucarestia.

Fa che nel guardare la mia pochezza io non trovi scuse per tenermi tutto per me.

Rendimi consapevole che ci sono persone che hanno proprio bisogno di me.

Pur fragile, non mi hai fatto tanto povero da non avere niente da donare agli altri. Manifesta in me la tua potenza, Gesù, e trasforma la mia pochezza in aiuto e sostegno per i miei fratelli che incontrerò.

Conclusioni

Signore tu hai detto, non senza preoccupazione: “la messe è molta, ma gli operai sono pochi”.

Io ho capito che nel tuo regno nessuno è minacciato di disoccupazione, perché tu hai voluto aver bisogno di tutti per seminare la Parola e rendere contemporanea la tua presenza paterna verso ogni uomo.

Vuoi aver bisogno anche di me.

Signore, magari soltanto all’ultima ora, fa che comunque accetti l’invito a farmi tuo operaio, tuo collaboratore. Gesù non aspettarti gran ché da me, ma una mano, almeno una mano, te la voglio proprio dare.

Ne sono certo: il poco che io ti do, la tua potenza lo trasformerà in nutrimento per gli affamati di pane, amore, compagnia e speranza…. ancora oggi così numerosi.

Silenzio

Padre Nostro

Ave Maria

Gloria

Conclusione

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen

L’aiuto di Dio rimanga sempre con noi ed i nostri fratelli assenti

Una vita di regali

Il lebbroso guarito: la gratitudine

 

Segno di croce

O Dio vieni a salvarci. Signore vieni presto in nostro aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli.

Amen

Preghiera allo Spirito Santo

 

O Spirito Santo,
anima dell’anima mia,
in te solo posso esclamare: Abbà, Padre.
Sei tu, o Spirito di Dio,
che mi rendi capace di chiedere
e mi suggerisci che cosa chiedere.
O Spirito d’amore,
suscita in me il desiderio
di camminare con Dio:
solo tu lo puoi suscitare.
O Spirito di santità,
tu scruti le profondità dell’anima
nella quale abiti,
e non sopporti in lei
neppure le minime imperfezioni:
bruciale in me, tutte,
con il fuoco del tuo amore.
O Spirito dolce e soave,
orienta sempre più
la mia volontà verso la tua,
perché la possa conoscere chiaramente,
amare ardentemente
e compiere efficacemente. Amen.

Salmo

 

salmo 138

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:

hai ascoltato le parole della mia bocca.

Non agli dèi, ma a te voglio cantare,

mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:

hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.

Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,

hai accresciuto in me la forza.

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,

quando ascolteranno le parole della tua bocca.

Canteranno le vie del Signore:

grande è la gloria del Signore!

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l'umile;

il superbo invece lo riconosce da lontano.

Se cammino in mezzo al pericolo,

tu mi ridoni vita;

contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano

e la tua destra mi salva.

Il Signore farà tutto per me.

Signore, il tuo amore è per sempre:

non abbandonare l'opera delle tue mani

Vangelo

Lc 17,11-19

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va'; la tua fede ti ha salvato!».

 

Tempo di silenzio per la riflessione personale

 

Spunti di riflessione

Tante volte non pensiamo di dover ringraziare. Questa parola “ringraziare” si allontana sempre di più dalla nostra vita.

Infatti spesso pensiamo che tutto ci è dovuto: i genitori, perché ringraziarli? Dopo tutto sono loro che hanno deciso di farci nascere, quindi devono volerci bene e accontentarci; gli insegnanti, gli educatori, perché dire grazie? In fondo è il loro mestiere aiutarci a crescere; gli amici poi si ringraziano solo se ci fanno o ci danno qualcosa.

Alle volte siamo proprio come i nove lebbrosi guariti da Gesù, eppure ci costerebbe poco una parola, un sorriso, un gesto di gratitudine verso chi ci vuol bene.

Ma se davvero la parola “ringraziare” è fuori dalla vita di tutti i giorni come potremo essere riconoscenti a Dio che è il creatore di tutto? Come potrà Gesù dire anche a noi come al lebbroso: “alzati e và, la tua fede ti ha salvato” se non sappiamo metterci in ginocchio e ringraziarlo?

Ma non possiamo ringraziare Dio, se non siamo abituati a ringraziare quelli che incontriamo ogni giorno e che ci danno una mano.

Pensiamo allora se non vale la pena di imparare di nuovo a dire grazie a tutti ed a Dio che ci dà tutto ed impegnarci in concreto a farlo.

  • Il Signore mi vuole bene e mi libera dal peccato.
  • Grazie Signore: avevo bisogno di aiuto e tu sei venuto vicino a me.
  • So che sei presente nell’Eucarestia per non lasciarmi solo nella vita.

Dio dice:

Noi tutti abbiamo conosciuto giardinieri appassionati del loro giardino. Ma quello del quale vi parlo li superava tutti. Conosceva ogni fiore, ogni farfalla adatta a ciascuno. E la sera, quando la brezza muoveva dolcemente le foglie delle betulle, il buon giardiniere partecipava alla felicità di ciascuna, in quell’angolo di paradiso.

Ma un giorno tutto si guastò: in fondo al giardino il nostro uomo vide alcune chiocciole infelici e scontente. Forse non avevano da mangiare? Subito piantò un ciuffo d’insalata per ogni lumaca. Nulla da fare. Tre di esse si contendevano la stessa lattuga, lasciando morire le altre. E quando una chiocciola incontrava un’altra le faceva le corna ed esprimeva il suo disprezzo sputando una lunga, enorme bava.

La pace aveva abbandonato il cuore del buon giardiniere: “è possibile proprio nel mio giardino?” si chiedeva. Allora incominciò a parlare ad ogni lumaca. Ma quelle non capiscono la lingua dei giardinieri. E il brav’uomo sospirava: “se potessi diventare anch’io una chiocciola! Parlerei nella loro lingua, dolcemente, con calma e con tanta convinzione che troverebbero la felicità nel mio giardino”.

Devo continuare?

E’ sufficiente dire che c’è una distanza ben maggiore tra Dio e l’uomo di quanta ve ne fosse tra il buon giardiniere e le lumache. E che ciò che è impossibile per gli uomini è possibile per Dio. Ma ci vuole un amore sconvolgente, a misura di Dio.

Signore non so dire grazie.

A te per tutto quello che mi doni; soprattutto non ti so ringraziare perché ti sei fatto come uno di noi per salvarci e per trasmetterci il tuo amore.

Non so dire grazie a che mi vuole bene: ai miei genitori, ai miei educatori, ai miei amici, a chi mi aiuta e mi permette tante belle esperienze. Penso che tutto mi sia dovuto, non so accorgermi dei doni che ricevo: la vita, la natura, l’amicizia, la tua grazia.

Così non riesco neppure  ricambiare questi doni e mi chiudo nel mio egoismo.

  • Mi accorgo dei “regali” di Dio?
  • Ho pensato quali grandi doni siano la vita, l’amicizia, la natura, la grazia di Dio?
  • Oggi ho detto “grazie” a chi mi è stato vicino e mi ha voluto bene?

Preghiera d’intercessione

Dal profondo del cuore voglio benedire il tuo nome, Signore!

Voglio lodarti per ciò che fai per me; so che ti devo tutto; non voglio mai dimenticarmi del tuo amore.

Tu mi perdoni sempre, mi guarisci da ogni male, mi aiuti a non sbagliare, mi vuoi sempre bene e ogni giorno rinnovi la mia gioia di vivere.

Signore, voglio ringraziarti, benedirti con tutto il cuore e dirti con la mia vita l’infinita riconoscenza per tutto ciò che mi doni.

Conclusioni

O Signore, ho capito di esser al centro di un grande progetto. E questo progetto si può riassumere in una sola parola: amore.

Sono al centro di tanti doni. Fammi capace di dire “grazie”.

Con un gesto d’attenzione a chi mi è vicino, con un sorriso, un aiuto.

E fa che la mia preghiera, il mio dialogo con te, non sia soltanto un chiedere, ma anche un ringraziare; per non essere solo capace, come i nove lebbrosi di dirti: “Gesù, Signore, abbi pietà di noi”, ma per arrivare a lodarti ed a ringraziarti come il lebbroso straniero.

 

Silenzio

 

Padre Nostro

Ave Maria

Gloria

Conclusione

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen

L’aiuto di Dio rimanga sempre con noi ed i nostri fratelli assenti.

 15dicembre2  

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