Diocesi di Pescia

Parrocchia di San Jacopo Maggiore

Altopascio

Gli Angeli della Preghiera

 

Sussidio 2 Anno 2 (lo puoi scaricare dal menu 'La Parrocchia' alla voce Angeli della Preghiera)

Frutto del silenzio è la preghiera.

Frutto della preghiera è la fede.

Frutto della fede è l’amore.

Frutto dell’amore è il servire

(Madre Teresa)

Presentazione

La proposta di questo sussidio è quella di  offrire una guida alla preghiera personale e comunitaria.

Il sussidio contiene tre percorsi di preghiera, uno per ogni mese, così suddivisi:

  • Riti d’inizio: segno della croce ed introduzione
  • Inno allo Spirito Santo
  • Salmo o altra lettura
  • Vangelo
  • Tempo di silenzio
  • Spunti di riflessione
  • Preghiera d’intercessione
  • Riti di conclusione

Signore io ho sete 

La samaritana: la risposta di Dio a chi cerca la felicità

Segno di croce

O Dio vieni a salvarci. Signore vieni presto in nostro aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli.

Amen

Inno allo Spirito Santo

Vieni o Spirito Creatore, 

visita le nostre menti, 

riempi della tua grazia i cuori che hai creato. 

O dolce Consolatore,

dono del Padre altissimo, 

acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima. 

Dito della mano di Dio, 

promesso dal Salvatore, 

irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. 

Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore; 

sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore. 

Difendici dal nemico, reca in dono la pace, 

la tua guida invincibile ci preservi dal male. 

Luce d'eterna sapienza, svelaci il grande mistero 

di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. 

 Amen.

 Vangelo

Gv 4,5-42

5Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: "Dammi da bere". 8I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9Allora la donna samaritana gli dice: "Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?". I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10Gesù le risponde: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva". 11Gli dice la donna: "Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?". 13Gesù le risponde: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna". 15"Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua". 16Le dice: "Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui". 17Gli risponde la donna: "Io non ho marito". Le dice Gesù: "Hai detto bene: "Io non ho marito". 18Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero".19Gli replica la donna: "Signore, vedo che tu sei un profeta! 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare". 21Gesù le dice: "Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità". 25Gli rispose la donna: "So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa". 26Le dice Gesù: "Sono io, che parlo con te".

27In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: "Che cosa cerchi?", o: "Di che cosa parli con lei?". 28La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 29"Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?". 30Uscirono dalla città e andavano da lui.

31Intanto i discepoli lo pregavano: "Rabbì, mangia". 32Ma egli rispose loro: "Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete". 33E i discepoli si domandavano l'un l'altro: "Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?". 34Gesù disse loro: "Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: "Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura"? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica".

39Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto". 40E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola 42e alla donna dicevano: "Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo".

Tempo di silenzio per la riflessione personale

Spunti di riflessione

Gesù ci parla, in questa pagina del vangelo, mediante la più familiare, la più chiara e la più quotidiana delle sue creature, l’acqua. “Sorella acqua” la chiamava S. Francesco e diceva di lei che è “umile et preziosa et casta”!

Quanti messaggi profondi ha legato Gesù all’acqua! Egli si è, per così dire, nascosto sotto il simbolo dell’acqua, come, nell’eucarestia, si è nascosto sacramentalmente sotto il segno del pane.

L’acqua purifica, questo è il primo messaggio dell’acqua. Lo vediamo nella natura, lo sentiamo in noi stessi ogni volta che si è a contatto con l’acqua fresca al risveglio del mattino o tornando a casa alla sera stanchi e sporchi.

L’acqua, inoltre, disseta. È in questa prospettiva che si fonda tutto il discorso di Gesù alla samaritana.

“Donna dammi da bere!” Da qui Gesù prende lo spunto per parlare di un’altra sete e di un’altra acqua che sola può estinguere tale sete: “Chiunque beve di quest’acqua di cisterna avrà di nuovo sete, ma chi beve dell’acqua che gli darò , non avrà mai più sete”.

Chi ha il desiderio di cose profonde, o il bisogno di risposte decise per la propria vita, legga queste parole di Gesù, e se le ripeta silenziosamente, per assimilare meglio il significato. La loro forza è tanto grande che, quella donna, fino ad allora leggera, improvvisamente si sente libera, trasformata, così da dimenticare tutto il passato nella gioia di avere scoperto Gesù, il Messia.

Ai tuoi desideri, alle tue speranze, ai tuoi problemi e alle tue difficoltà, insomma: alla tua sete di vita nuova. Gesù è la sposa!

Davanti a Gesù non è possibile “barare”, nascondersi dietro a parole vuote od a discorsi banali. Egli ti conosce per quello che sei, egli sa quello che fai. Riconoscere davanti a lui i tuoi limiti, è già pensare al tuo domani in un mondo nuovo: assieme a Gesù sarai certo capace di crescere e di diventare migliore.

Dio dice:

Stupitevi o cieli, inorridite come non mai – oracolo del Signore – poiché il mio popolo ha commesso due iniquità: hanno abbandonato me sorgente di vita, per scavarsi cisterne screpolate che non tengono l’acqua.

Riconosci e vedi quanto è cosa cattiva e amara l’aver abbandonato il Signore tuo Dio!

Dicono molti: “Non sono i soldi che fanno felici gli uomini”. Però intanto ben pochi rinunciano a possedere quanto più è possibile.

Ogni persona è attaccata alla sua “cisterna” più o meno screpolata, la quale contiene un po’ di acqua, ma questa è talmente sporca di fango che non riesce a dissetare la sete del cuore umano.

È facile illudersi di poter essere completamente soddisfatti, quando avremo soldi, divertimento, amici e successi.

Tutte queste cose danno sì un po’ di gioia, ma la pienezza della gioia è solo nel Signore.

Che importanza ha avuto oggi il Signore per me?

In che ora della giornata mi sono ricordato di lui per la prima volta?

E quante altre volte mi è venuto in mente?

Nell’elenco delle cose e delle persone importanti, per me il Signore che posto occupa?

Desidero sinceramente essere suo amico, dirgli di sì quando lui mi chiede qualche cosa, anche se mi costasse?

Quale spazio quotidiano riservo alla preghiera? Prego anche da solo?

Preghiera di intercessione

Signore, sono qui davanti a te.

Io non ho niente da portarti, tutto da ricevere.

Tu sei per me quello che la luce è per una stanza buia.

Tu sei per me quello che è l’acqua

Per la terra bruciata dal sole e dal vento.

Tu sei per me quello che il pane è per la mia vita.

Tu sei per me quello che il papà e la mamma sono per un bambino.

Tu sei per me quello che le fondamenta sono per una casa.

Signore, tu sei per me: luce, acqua, pane, padre e madre, fondamenta e io ti credo veramente.

Signore, il mio grazie non avrà mai fine. Amen. 

Conclusione 

Anche oggi, Signore, ho fatto un gran correre per inseguire la gioia. Ho cercato di vincere al gioco e sono stato contento quando ci sono riuscito, un po’ meno quando invece non ci sono riuscito.

Ho tentato di mettermi nella posizione migliore: ho cercato qualche applauso; ho mostrato che anch’io ho qualche specialità che merita attenzione.

Queste soddisfazioni che a volte raggiungo, a volte mi bastano, anche se capisco ogni giorno che finiscono.

Signore, vorrei tanto capire che queste gioie sono solo penultime. Vorrei tanto capire e credere che la gioia veramente ultima sei solo tu.

Silenzio

Padre Nostro

Ave Maria

Gloria

Conclusione

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna, amen.

L’aiuto di Dio rimanga sempre con noi ed i nostri fratelli assenti. 

  

Zaccheo:chi incontra Gesù si converte

Mai più come prima

 Segno di croce

O Dio vieni a salvarci. Signore vieni presto in nostro aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli.

Amen

Preghiera allo Spirito Santo

Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito di sapienza:
donami lo sguardo e l ’udito interiore,
perché non mi attacchi alle cose materiali
ma ricerchi sempre le realtà spirituali.
Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito dell’amore:
riversa sempre più la carità nel mio cuore.
Vieni in me, Spirito Santo,
Spirito di verità:
concedimi di pervenire
alla conoscenza della verità
in tutta la sua pienezza.
Vieni in me, Spirito Santo,
acqua viva che zampilla
per la vita eterna:
fammi la grazia di giungere
a contemplare il volto del Padre
nella vita e nella gioia
senza fine.
Amen.

Salmo 15

1Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte?

2Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,
3non dice calunnia con la lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.

4Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia;
5presta denaro senza fare usura,
e non accetta doni contro l'innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

Vangelo

Lc19,1-10

1 Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, 2quand'ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. 4Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 5Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". 6Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. 7Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È entrato in casa di un peccatore!". 8Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto". 9Gesù gli rispose: "Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. 10Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".

Tempo di silenzio per la riflessione personale

Spunti di riflessione

L’incontro di Gesù con Zaccheo è rivelatore del suo stile per “costringere” un uomo, pur peccatore incallito, a convertirsi: gli basta poco, la curiosità nei suoi confronti, per stabilire un aggancio profondo. Come a cascata, ne deriva immediatamente: il suo fermarsi, lo sguardo profondo e penetrante, la proposta del tutto personale, il far sentire “la preda” come un privilegiato, il quasi “forzare” una decisione… la trasformazione. Zaccheo, come moltissimi altri “convertiti” del vangelo, diventa quasi irriconoscibile dopo l’incontro con Gesù.

Così è stato anche per Francesco d’Assisi, Charles de Faoucauld…: hanno cambiato completamente vita all’impatto “serio” col vangelo. Segno concreto e visibile di tale conversione, per Zaccheo, come per tanti altri, è stata la scelta per i poveri, il dare tutto ai bisognosi per essere ricchi solo di Dio e di amore per tutti.

Forse tu ti ritieni un già convertito o uno non bisognoso di conversione. Se davvero sei capace in concreto, per amare Dio, di amare i tuoi fratelli.

Se ti senti ancora ricco di te, preoccupato più di star bene che di far star bene gli altri; se sei ancora troppo padrone del tuo tempo, delle tue cose, delle tue doti, delle tue “voglie”… devi seriamente dubitare d’essere convertito. Abbi il profondo sospetto che forse non hai ancora incontrato per davvero Gesù; fatti convinto che poni ancora troppe resistenze (non ultima l’abitudine ad essere amato da Dio!) all’invadenza forte e discreta di Gesù che come Zaccheo, si ferma ogni giorno a casa tua, e ti propone la conversione.

Il tempo favorevole, l’occasione propizia, la circostanza adatta… per convertirti, sono tutte realtà di fatto solo se ti accorgi che il Signore continuamente si ferma “a casa tua”.

Uno si decide a cambiar vita a una sola condizione: quando si accorge che c'è una sproporzione enorme tra il dono ricevuto e la sua misera risposta.

Cambiare non è essenzialmente un problema di fare o strafare: è soprattutto disponibilità vera a “lasciarsi fare” da Gesù.

Signore, ogni volta che ti incontro nell’eucarestia si realizza per me il fortunato appuntamento che Zaccheo ha avuto con te.

Io ti cerco e ti vorrei vedere, ma sei soprattutto tu che cerchi me e anche adesso mi stai a guardare, fissando il tuo sguardo d’amore su di me. Ma io so che dopo i minuti che mi paiono, te lo confesso, ore, passati con te, a differenza di Zaccheo, non cambierà niente, assolutamente niente della mia vita. Spesso mi viene il dubbio se pregare serva per davvero a qualcosa, visto e considerato che non cambia niente.

Signore spezza la mia corazza interiore, vinci le mie tenaci resistenze e rendimi capace di continua conversione. Anche oggi ho incontrato te e forse non cambierà niente di me. Non stancarti, Signore, di cercarmi. Abbi pazienza di aspettare che finalmente mi decida a cambiare.

Dio Dice:

 Guai a voi se dopo tutto quel che ho fatto per voi, non vi convertirete.

Chi conosce ama. Chi ama si rinnova. Chi si rinnova conosce di più e meglio.

Convertirsi non è altro che tornare alla propria origine, cioè a Dio. Chi torna a Dio è davvero capace di gesti “originali”…

Il credersi a posto è una delle cose più fuori posto. Il sentirsi arrivati è segno che, forse, non si è mai partiti.

Signore io sono un osso duro. Ci vuole ben altro che incontri su incontri con te per trasformare la mia tiepidezza in entusiasmo, la mia pigrizia in generosità, la mia superficialità in coscienziosa profondità, la mia meschinità in capacità di fare cose grandi…

Signore, io dovrei cambiare, ma non voglio e maschero la mia pigrizia dietro l’alibi del non riuscire. Signore, io sono un osso duro, ma, lo spero tanto, non per te.

C’è un pur lento ma progressivo cambiamento interiore, oppure ti trovi sempre uguale a te stesso?

Qualche volta sei capace di generosità straordinarie, che vadano al di là del normale buon senso, della routine spirituale abitudinaria?

Quando ti accosti al sacramento della penitenza, fai dei seri e concreti propositi di conversione?

Ti preoccupi (almeno ci preghi sopra) di essere strumento di Dio per la conversione di qualche persona da lui lontana?

Quando incontri il Signore, che cosa ti aspetti da lui? Di sentirti dire bravo o, invece, soprattutto un preciso e discreto invito a far meglio?

Preghiera di intercessione

 Il Signore ha posato proprio lo sguardo su di me.

Ero piccolo, ma non talmente piccolo,

che lui non si accorgesse di me.

Ero solamente curioso di poterlo vedere,

ma egli ha voluto farsi conoscere.

Mi ha dato appuntamento,

perché io lo potessi incontrare.

Signore, io non ero degno,

che tu venissi a cercare me.

Malvisto io ero dagli uomini.

Perso e smarrito, mi sentivo, da te.

Eppure il signore ha saputo vedere in me,

un poco di bene che ne anch’io pensavo di avere.

Il suo sguardo mi ha cambiato,

l’incontro con lui mi ha convertito.

 Conclusione

Gesù, oggi ho capito tante cose importanti: che il convertirsi è una realtà che riguarda me, tuo amico, e non solo chi è lontano da te; che mi deciderò finalmente a convertirmi solo se ti incontrerò veramente, senza “fare il callo” alla tua presenza; che se mi convertirò per davvero, sarà naturale produrre frutti di conversione, quali il dono di tutto agli altri; che il tuo impegno a impiantare il tuo regno, a cambiare il mondo è profondamente legato al tuo appello alla conversione personale. Signore, a riguardo della conversione certamente non ho capito tutto, ma quanto mi hai fatto intuire è più che sufficiente perché decida a convertirmi per davvero. Aiutami tu.

Silenzio

Padre Nostro

Ave Maria

Gloria

Conclusione

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen

L’aiuto di Dio rimanga sempre con noi ed i nostri fratelli assenti

Un perdono da Dio

Il paralitico:testimone della potenza di Dio

Segno di croce

O Dio vieni a salvarci. Signore vieni presto in nostro aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli.

Amen

Preghiera allo Spirito Santo


O Spirito Santo,
sei tu che unisci la mia anima a Dio:
muovila con ardenti desideri
e accendila con il fuoco
del tuo amore.
Quanto sei buono con me,
o Spirito Santo di Dio:
sii per sempre lodato e benedetto
per il grande amore che effondi su di me!
Dio mio e mio Creatore
è mai possibile che vi sia
qualcuno che non ti ami?
Per tanto tempo non ti ho amato!
Perdonami, Signore.
O Spirito Santo,
concedi all’anima mia
di essere tutta di Dio e di servirlo
senza alcun interesse personale,
ma solo perché è Padre mio e mi ama.
Mio Dio e mio tutto,
c’è forse qualche altra cosa
che io possa desiderare?

Tu solo mi basti. Amen.

Salmo 66

1Acclamate a Dio da tutta la terra,
2cantate alla gloria del suo nome,
date a lui splendida lode.
3Dite a Dio: "Stupende sono le tue opere!
Per la grandezza della tua potenza
a te si piegano i tuoi nemici.
4A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome".

5Venite e vedete le opere di Dio,
mirabile nel suo agire sugli uomini.
6Egli cambiò il mare in terra ferma,
passarono a piedi il fiume;
per questo in lui esultiamo di gioia.
7Con la sua forza domina in eterno,
il suo occhio scruta le nazioni;
i ribelli non rialzino la fronte.

8Benedite, popoli, il nostro Dio,
fate risuonare la sua lode;
9è lui che salvò la nostra vita
e non lasciò vacillare i nostri passi.

10Dio, tu ci hai messi alla prova;
ci hai passati al crogiuolo, come l'argento.
11Ci hai fatti cadere in un agguato,
hai messo un peso ai nostri fianchi.
12Hai fatto cavalcare uomini sulle nostre teste;
ci hai fatto passare per il fuoco e l'acqua,
ma poi ci hai dato sollievo.

13Entrerò nella tua casa con olocausti,
a te scioglierò i miei voti,
14i voti pronunziati dalle mie labbra,
promessi nel momento dell'angoscia.
15Ti offrirò pingui olocausti
con fragranza di montoni,
immolerò a te buoi e capri.

16Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
17A lui ho rivolto il mio grido,
la mia lingua cantò la sua lode.
18Se nel mio cuore avessi cercato il male,
il Signore non mi avrebbe ascoltato.
19Ma Dio ha ascoltato,
si è fatto attento alla voce della mia preghiera.

20Sia benedetto Dio che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.

Vangelo         

Lc 5,17-26

17Un giorno stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. 18Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. 19Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. 20Vedendo la loro fede, disse: "Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati". 21Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: "Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?". 22Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: "Perché pensate così nel vostro cuore? 23Che cosa è più facile: dire "Ti sono perdonati i tuoi peccati", oppure dire "Alzati e cammina"? 24Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te - disse al paralitico -: alzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua". 25Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. 26Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: "Oggi abbiamo visto cose prodigiose".

Tempo di silenzio per la riflessione personale

 

Spunti di riflessione

La parola “perdono” quando la si riferisce al rapporto fra noi e Dio ha un significato diverso da quando la usiamo per esprimere un’esperienza “tra noi”.

Tra noi il perdono è sempre un’esperienza difficile, un rattoppo imperfetto. Si ha sempre l’impressione di qualcosa di accomodato, il tentativo di rinsaldare un’unità che si è rotta e che non tornerà mai come prima.

In tutto questo resta una profonda nostalgia di un perdono che sia veramente capace di sconfiggere il male, di ridonarci la gioia piena, di ricrearci nuovi e migliori.

Gesù ci dice che questa possibilità esiste, ci dice che il perdono (=dono perfetto) del Padre ci consente di ricominciare da capo; di cancellare la nostra “paralisi” interiore, di camminare nuovamente sulla strada della fede.

Dio è l’unico che può perdonare, perché egli è amore senza limiti, e perdonare è il superlativo di amare.

Per incontrare le persone importanti, spesso si fanno i salti mortali. Gli amici del paralitico sono stati capaci di disfare il tetto di una casa pur di giungere vicino al Signore.

A te è chiesto molto meno: solo la disponibilità a fare silenzio nel tuo cuore davanti a Gesù presente nell’eucarestia.

Dopo ogni incontro con il Signore non si può restare più quelli di prima. La fede in Gesù ha rimesso in piedi un paralitico immobile da anni su una barella. Che cosa cambia nella tua vita dopo ogni celebrazione eucaristica?

L’aver capito la grandezza e l’efficacia del perdono che Dio ci offre, deve farci verificare la nostra disponibilità ad accoglierlo nel sacramento della riconciliazione.

Dio dice:

Chi è senza peccato, si permetta pure di giudicare il suo prossimo!

Anche se i vostri peccati saranno rossi come pomodori maturi, li renderò bianchi come la neve!

Vi darò un cuore nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.

Perdonatevi a vicenda, come io perdono a voi.

Signore, da un po’ di tempo faccio fatica ad incontrarti nel sacramento della riconciliazione; mi sembra di restare sempre uguale, di inciampare sempre nelle solite buche, di aver fatto dei compromessi con me stesso.

Non sono ancora paralitico, da non riuscire a fare più un passo da solo, ma mi accorgo di zoppicare parecchio sulla strada della vita.

Mi accorgo che potrei rendere di più, che potrei migliorare il mio impegno di cristiano, che potrei pensare meno a me stesso, per pensare di più agli altri.

Signore, vivo senza entusiasmo l’esperienza del tuo perdono, forse perché non mi preoccupo molto di perdonare ai miei fratelli!

“Peccato” è dire a Dio: “Non ho bisogno di te, posso fare da solo!”. Quante volte oggi hai creduto di poter fare a meno del Signore?

Convertirsi vuol dire rimettere Dio al centro della propria vita: in questa giornata quale cosa è stata per te più importante?

Come vivi il sacramento della riconciliazione? Sei costante nel tuo incontro con il perdono di Dio?

La riconciliazione con Dio non cancella solo il peccato, cambia anche

il tuo vecchio “cuore di pietra”.

Riconosci in te la presenza di un “cuore di carne” che rende nuova tutta la tua vita?

Preghiere di intercessione

Grazie, Signore,

per avermi invitato in casa tua:

mi hai fatto conoscere cose meravigliose!

Sono giunto stanco e debole;

partirò cantando la tua gioia.

Sono entrato con il fardello dei miei problemi,

uscirò sollevato dalla tua speranza.

Non credevo più nella possibilità

di sconfiggere il male,

ma qui ho contemplato il tuo amore.

Grazie, Signore,

per avermi invitato in casa tua!

Conclusioni

Tu, Signore, sei il Dio della vita, ma ci sembrava così sbiadita la tua proposta che ci siamo diretti da un’altra parte.

Tu, Signore, sei il Dio del rischio, ma non ce la siamo sentita di seguirti; volevamo camminare al sicuro.

Tu, Signore, sei un Dio esigente, ma ci sembrava troppo, abbiamo avuto paura ed abbiamo fatto a metà.

Tu, Signore, sei misericordia infinita, ma dopo le nostre cadute, non abbiamo osato ritornare; avevamo vergogna.

Tu, Signore, sei ovunque: nella liturgia, nella parola, negli avvenimenti che ci capitano e nei fratelli che incontriamo; ma abbiamo preferito rinchiuderti in chiesa.

Noi ti preghiamo, perdonaci, Signore, rendi nuovo il nostro cuore e cammineremo per sempre sulla tua strada.

Silenzio

Padre Nostro

Ave Maria

Gloria

Conclusione

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen

L’aiuto di Dio rimanga sempre con noi ed i nostri fratelli assenti.

 15dicembre2  

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